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Ronciglione

Lungo la Via Francigena, nella Tuscia Viterbese, all’altezza del Lago di Vico si trova Ronciglione.


Ronciò, in dialetto locale, giace sul versante meridionale dei monti Cimini, su un grosso sperone tufaceo, alla confluenza di due fiumi, il Rio Vicano e il Fosso Chianello. Quest’ultimo però dal XVI secolo scorre sotterraneo grazie alle Colmate Farnesiane che con la bonifica hanno impresso alla cittadina un nuovo sviluppo consentendogli di estendersi su un secondo sperone tufaceo.


Alla prima Ronciglione si accedeva da Porta Castello o da Ponte delle Tavole e Porta Pèntoma. 


Le prime citazioni relative alla località risalgono al 1045 e sono contenute in un documento in cui uno storico orvietano  pone questa come data di fondazione della città ad opera dei prefetti di Vico che la denominarono Valle Tiberina et Lago di Vico. Il periodo di maggior sviluppo e splendore però si ebbe in epoca rinascimentale, sotto il dominio dei Farnese che l’acquisirono nel 1526 e la resero un centro economicamente avanzato,  parte integrante del potente Ducato di Castro e Ronciglione. 
La cittadina aveva un reparto manifatturiero di tutto rispetto con ramerie, ferriere, cartiere, ceramiche, armerie, stamperie e tipografie, grazie alle quali crebbe una vivacità culturale legata a varie Accademie; qui, ad esempio, furono stampate fra l’altro molte prime edizioni come ad esempio l’Aminta di Torquato Tasso. Nel 1728 Papa Benedetto XIII diede a Ronciglione il titolo di Città. Il XVIII secolo però si chiuse drammaticamente con i moti antifrancesi della prima Repubblica Romana, quando il generale Valterre appiccò l’incendio che alla fine di luglio del 1799 distrusse 174 edifici e tutto l’archivio storico.


Alla città Farnesiana del periodo rinascimentale si contrappone il borgo medievale suddiviso in due centri, Sopra e Sotto, segnalati dalla monumentale Porta Romana, conosciuta anche come Porta San Giovanni, fatta edificare dal duca Odoardo Farnese e progettata da Jacopo Barozzi da Vignola.


Fra le viuzze dei due Borghi Medievali, che si estendono su un piano tufaceo a dominare la valle del Rio Vicano, è possibile ammirare la Chiesa della Provvidenza del XI secolo restaurata in stile barocco nella prima metà del ‘700,  la Chiesa di Santa Maria della Pace, al cui interno si trovano pregiati affreschi risalenti a un periodo che va dal XV al XVIII secolo, e la Chiesa di Sant’Andrea di cui rimangono pochi resti, ma della quale è ancora ben visibile il caratteristico campanile trecentesco. 


Ronciglione “nuova”  si può scoprire attraverso un itinerario che parte da Piazza Vittorio Emanuele da cui si stacca Via Roma con la Chiesa romanica di San Sebastiano. Dalla parte opposta invece, su corso Umberto I si affacciano edifici e chiese settecentesche come Santa Maria degli Angeli e l’oratorio di San Costanzo. Infine merita una visita Piazza del Comune, in cui spicca la Fontana del Vignola, decorata con unicorni e  gigli farnesiani, e su cui si affacciano il Duomo, un solenne edificio in stile Barocco disegnato da Pietro da Cortona, e il Castello della Rovere, ormai rudere, in cui sono ancora visibili le quattro torri cilindriche.