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Circuito Farnesiano

Il tragitto parte da Ronciglione, passando per Caprarola si arriva a Carbognano, si prosegue per Vallerano e Vignanello, continuando in direzione Canepina si arriva all’ultima tappa che è Soriano nel Cimino. E’ percorribile in auto e può essere effettuato in nell’arco di un paio di giorni.

1° Giorno Da Ronciglione a Caprarola, a Carbognano

Iniziamo il nostro percorso da Ronciglione, che fu la seconda capitale del Ducato Farnesiano di Castro e Ronciglione. Nel centro storico del paese possiamo ammirare la Fontana dei Liocorni e la porta Romana, entrambe voluta dalla Famiglia Farnese.

La Fontana dei Liocorni, attribuita al Vignola, in realtà fu commissionata dal Cardinale Alessandro Farnese all’architetto Antonio Gentili da Faenza. Costruita in pietra arenaria, presenta tre unicorni, dalla cui bocca sgorga l’acqua che alimenta le due vasche sottostanti.

La Porta Romana fu costruita nel 1662 per volontà del Duca Odoardo Farnese ed erroneamente attribuita al Vignola. Oggi divide il centro storico della cittadina dalla zona sud. Degno di visita è l’antico borgo medievale di Ronciglione con i suoi palazzi rinascimentali ricchi di scorci mozzafiato. Sempre a Ronciglione sono visibili i resti di un’antica zona archeologica industriale lungo il Rio Vicano, torrente che nasce dal Lago di Vico. Già gli Etruschi scavarono un canale sotterraneo per abbassare il livello dell’acqua di alcuni metri, i Farnese provvidero poi a perfezionare il canale.

Dopo aver visitato Ronciglione, proseguendo in direzione Roma per circa 4 Km incontriamo la Riserva di caccia Barco, di notevole rilevanza naturalistica, per raggiungerla ci immettiamo sulla SP82 percorrendola per circa 2,7 Km in corrispondenza della strada provinciale per Roma, sulla sinistra troveremo ciò che resta della riserva di caccia della famiglia Farnese, la zona è caratterizzata da alcune sorgenti che per alcuni tratti scorrono in trincee di epoca etrusca.

Lasciata la Riserva di caccia Barco proseguiamo lungo la SP69 che ci condurrà direttamente in piazza San Marco a Caprarola, punto di inizio della “via dritta”.

L’assetto urbano del paese infatti venne completamente sviluppato in funzione delle esigenze architettoniche del Palazzo Farnese; infatti già dalla piazza San Marco è possibile intravedere il meraviglioso Palazzo Farnese che domina il borgo medievale con i suoi scorci di notevole bellezza. Il Palazzo Farnese è uno dei migliori esempi di dimora rinascimentale: il progetto nacque a scopo difensivo, con struttura pentagonale; i lavori iniziarono nel 1530 e sospesi nel 1534 a seguito dell’elezione a Pontefice del Cardinale Alessandro Farnese, nominato Paolo III. I lavori ripresero nel 1559 affidati al Vignola, il quale modificò la struttura da fortezza a palazzo rinascimentale. All’interno del palazzo si può ammirare la magnifica Scala Regia, una scalinata a chiocciola poggiante su ben trenta colonne doriche e dai gradini così ampi che potevano essere saliti a cavallo da Alessandro Farnese. Attraverso questa scala si accede al Piano Nobile, qui troviamo la Sala di Ercole, decorata magistralmente dai Fratelli Zuccari con la raffigurazione della creazione mitologica del Lago di Vico. Attraggono il visitatore inoltre le numerose sale: l’imponente Sala dei Fasti e del Concilio di Trento, nella quale il Vignola ha sapientemente ricreato, con il pennello, colonne estremamente realistiche; la Sala dell’Aurora; la Sala del Mappamondo, dove è rappresentato il mondo allora conosciuto dalle descrizioni dei viaggiatori; la Sala degli Angeli o dell’Eco, dove si verificano particolari effetti sonori ed acustici. Gli affreschi del Palazzo furono affidati ad una serie di abili pittori come i fratelli Zuccari, Jacopo Zanguidi detto Bertoja, Antonio Tempesta nativo di Firenze, Raffaellino da Reggio, il fiammingo Bartolomeo Spranger, Giovanni de Vecchi, ed altri artisti minori. All’interno del Palazzo si trova uno spazio “umanizzato” del Bramantesco cortile circolare che ancora oggi viene utilizzato nel periodo estivo per concerti e manifestazioni culturali.

Il nostro percorso prosegue un poco più a nord, lasciando Caprarola per dirigerci verso Carbognano, percorrendo la SP35 per circa 4 Km (8 min.).

Il paese merita di essere visitato per il Castello di Giulia Farnese, personaggio leggendario del rinascimento italiano. La sua leggenda è legata soprattutto alla sua tormentata storia d’amore con Rodrigo Borgia, iniziata quando Giulia era ancora una bambina. Segnaliamo che il castello è visitabile solo dall’esterno in quanto appartiene ad un privato.

2° giorno a Vallerano e Vignanello, Canepina, Soriano nel Cimino

Lasciamo Carbognano e continuiamo il nostro viaggio nel nord del SEC., percorrendo la SP65 per circa 8 Km (15 min. circa) ci troviamo a Vallerano. Qui scorgiamo la Chiesa della Madonna del Ruscello, eretta per solennizzare il miracolo della fuoriuscita di sangue dalle labbra dell’immagine della Vergine che ornava una piccola edicola posta in prossimità del ruscello che scorre nei pressi del centro abitato. Nell’insieme della costruzione lo stile che prevale è quello barocco, ma non il barocco sontuoso con ori e sfarzosi stucchi, ma di genere snello, armonioso di notevole influsso rinascimentale.

Lasciamo Vallerano tramite la SP25 e percorrendola per 1,7 Km (4 min.) arriviamo a Vignanello, dove troviamo il Castello Ruspoli (1531-1538), il Castello ed il suo giardino sono considerati una delle maggiori attrazioni del viterbese. Il Castello nasce come rocca, edificata dai monaci benedettini, ma poi in seguito agli avvicendamenti di potere sulla gestione del borgo, la rocca medievale si trasformò in maestoso Castello, ancora oggi visitabile.

Tornando verso Vallerano e percorrendo la SP25 verso ovest per circa 4 Km (10 min. circa) troviamo il paese di Canepina dove, dopo aver visitato l’incantevole borgo medievale, visitiamo la Chiesa di San Michele Arcangelo e la Chiesa della Santa Maria Assunta; quella di San Michele Arcangelo, dalle forme tardo rinascimentali, vanta un affresco con la Crocifissione e una tela del '600 raffigurante “L’incredulità di San Tommaso “. La chiesa di Santa Maria Assunta venne costruita in forme sangallesche nel '500 e possiede un calice ed una patena d’argento opera di un quattrocentesco orafo viterbese.

Lasciando Canepina ci dirigiamo a Soriano nel Cimino, ultima tappa del nostro breve viaggio alla scoperta della Tuscia rinascimentale. Dovremo quindi continuare il percorso verso nord percorrendo la SP25 e la SP32 per circa 10 Km (15 min. circa). Qui a Soriano troviamo il Palazzo Chigi-Albani che, edificato nella seconda metà del sedicesimo secolo, è formato da due edifici addossati, preceduti da una terrazza atrio, progettato dall’architetto Ottaviano Schiratti;  da vedere anche la Fontana Papacqua, opera manieristica del sedicesimo secolo progettata anch’essa da Ottaviano Schiratti, e presentante una serie di sculture.